Aiuto, mi hanno rapito i documenti dal computer! Ecco come evitare di pagare riscatti in bitcoin

May 19, 2017

[:it]Ormai da qualche anno le notizie sugli attacchi hacker sono all’ordine del giorno, almeno quanto la presenza dei computer nelle nostre vite. Ma si sa, quando ci inoltriamo in argomenti dai termini cyber-extraterrestri, qualcuno si perde.

Allora facciamo un po’ di chiarezza.

Un hacker è semplicemente un esperto di sistemi informatici e della sicurezza al loro interno (in termini di privacy, di memorizzazione dei dati, di accesso ai profili e alle piattaforme senza che altri possano interferirvi). Queste abilità possono essere utilizzate per difendere la nostra privacy, i nostri file e le nostre password, ma se la forza è oscura, possono essere sfruttate contro il povero utente medio - che a malapena sa utilizzare mail e Whatsapp.

Se l’ingegnere informatico in questione ha un senso della legalità piuttosto basso si trasformerà in un cyber-criminale: immetterà nei computer dei malcapitati dei virus e richiederà un riscatto in bitcoin.

Fermi tutti, prima di continuare questo racconto avvincente e un po’ piratesco, probabilmente è meglio chiarire anche il significato di bitcoin. Esso altro non è che una valuta elettronica, ormai riconosciuta a tutti gli effetti come moneta di pagamento online. La rete Bitcoin è stata scelta per questo genere di truffe perchè consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete.

Il problema di tutta questa storia fatta di virus è che questi hacker malintenzionati hanno davvero il coltello dalla parte del manico: le vittime scelte per l’attacco spesso e volentieri sono enti di una certa rilevanza che non potrebbero mai rinunciare ai documenti contenuti nei loro pc riguardanti la privacy di migliaia di persone, per cui ritrovandosi con file completamente inutilizzabili, che possibilità hanno? Questi malware attaccano il sistema del computer immettendo una password cifrata, che viene consegnata all’utente solo in seguito al pagamento del riscatto. Non ci sono molte alternative.

Situazioni simili avvengono più spesso di quello che pensiamo e non solo su scala governativa, come nel recentissimo caso di WannaCry, ma anche nelle case dei normali cittadini di ogni stato.

 

 

La Polizia postale da molto tempo cerca di mettere in allarme gli utenti su tali truffe.

Ricordiamo ancora una volta come proteggersi:

  1. Attenzione alle e-mail sospette e inaspettate con allegati annessi, anche se sembrano provenire da enti ufficiali;
  2. Eseguire l’aggiornamento della protezione per sistemi Microsoft Windows (ah non vi avevo detto che attaccano solo i sistemi Windows?!);
  3. Aggiornare software antivirus (prima di tutto dovete possederne uno, se non avete un Mac);
  4. Il ransomware si propaga anche tramite phishing pertanto non aprire link/allegati  provenienti da email sospette;
  5. Il ransomware attacca sia share di rete che backup su cloud, quindi per chi non l'avesse ancora fatto aggiornare la copia del backup e tenere i dati sensibili isolati;

State attenti perchè i riscatti, purtroppo, non appartengono solo alle favole![:]